Spettacoli

Le produzioni teatrali della Compagnia LegÀmi sono caratterizzate da un forte accento performativo e mirano alla costruzione di momenti di condivisione, scegliendo il teatro come linguaggio potente di crescita comune. La poetica della Compagnia prende spunto dalle principali linee guida del progetto Teatro delle Fonti di Jerzy Grotowski e dal Movimento Panico di Alejandro Jodorowsky, lasciandosi contaminare da altre correnti.


E TU?

Chi è il soggetto? Chi sono io? Chi è l’Altro? E tu?

Da queste domande si parte alla scoperta di un mondo che assomiglia terribilmente al nostro: un mondo meccanico e freddo, fatto di ruoli, schemi prefissati, prigioni sociali a cui è necessario sottostare per non sprofondare nel vuoto dell’esistenza e scoprire chi siamo davvero.

Non ti preOccupare


Un’azione performativa, una cruda analisi del pensiero e degli atti che corrodono l’essere umano, rendendolo poco vitale, fragile e succube di una vita che gli sfugge di mano, lentamente, senza alcun tipo di reazione o possibilità di riscatto. Un punto di partenza per iniziare insieme – attori e spettatori – a prendersi le responsabilità della propria esistenza e a cercare nuovi modi per avvicinarsi alla felicità.

E Sto bene SENZA


Una sincera confessione, un atto di coraggio, un mettersi a nudo raccontando la propria vita per provare ad essere ancora una volta insieme, connessi l’uno all’altro, per tornare ad essere umani. Nato da un’esperienza quanto mai attuale, E Sto bene SENZA racconta di una solitudine forzata, imposta, non voluta: la quarantena. Una solitudine che diventa doloroso contenitore di esperienze, ricordi, traumi personali e universali, che inesorabilmente si intrecciano in un quadro dalle tinte cupe, ma anche opportunità per riflettere e capire quali sono le nostre priorità.

Da Consumarsi


Dal baule di Dora escono i ricordi di una vita, così tanti che a metterli uno di fianco all’altro sembra di intravedere la Storia: l’Italia fascista, distrutta, liberata e ricostruita; l’Italia del boom e delle canzonette, fino alle nuove esplosioni, di rabbia, di speranza, di bombe.
Il filo di un telefono che raramente squilla ci guida in un percorso biografico alla ricerca dell’identità di una donna, e
-in controluce- quella del suo stesso Paese.