Fuori dagli Sche(r)mi

Rassegna teatrale per la cittadinanza

25, 26 settembre e 2 ottobre 2020
Piazza dei Colori – Giardino Madri Costituenti, Bologna

Questa rassegna, realizzata da Compagnia LegÀmi in collaborazione con Magnifico Teatrino Errante e Icore Compagnia Teatrale, è

Fuori dagli schermi perché ha dato la possibilità alle persone, residenti e non, di rivivere la piazza e il parco adiacente come luogo di incontro e aggregazione;

Fuori dagli schemi perché ha trasformato un territorio della periferia bolognese in un teatro a cielo aperto, privilegiando il contatto tra artisti e spettatori, realizzando eventi di Comunità.

Le giornate dedicate alla rassegna hanno previsto attività site-specific, soprattutto en plein air, le cui proposte teatrali hanno stimolato il coinvolgimento attivo dello spettatore-fruitore, chiamato in prima linea a rispondere agli input forniti dagli artisti e dai temi affrontati nelle performance e negli spettacoli.

Tutto questo è stato ideato e concretamente realizzato mettendo il corpo al centro della scena e dell’indagine artistica alla base di questa rassegna, per “popolare”, “abitare” luoghi non convenzionali, per aprire un dialogo attraverso il linguaggio universale delle emozioni per e con la Comunità presente sul territorio, ma anche con la cittadinanza intera, indagando insieme il tema della libertà: in scena suoni, parole, immagini, corpi e storie che evocano, raccontano, testimoniano il diritto universale ad essere liberi da schemi che ci intrappolano e ci allontanano dai nostri sogni, desideri, dalle nostre emozioni.

In un periodo storico particolare come quello che stiamo vivendo, dopo mesi di chiusura forzata e una crisi dell’individuo e della società, Fuori dagli sche(r)mi ha messo in scena performance, reading, spettacoli per avvicinarci al nostro profondo sentire, al nostro essere umani.

Il 25 e il 26 settembre si sono tenute le prime due serate: causa maltempo lo spettacolo Restless/(X)stasi è stato rimandato a venerdì 2 Ottobre alle ore 19.30.

Fuori dagli Sche(r)mi non ha visto solo la messa in scena di spettacoli e perfomance: a vivere e animare i luoghi della rassegna sin dal pomeriggio insieme al nostro contenitore progettuale per l’infanzia, Circo Sotto Sopra, c’erano anche le associazioni del territorio con il mercatino solidale di Dadamà e gli stands dell’associazione Mattei Martelli e dei Promotori della Salute.

Venerdì 25 settembre alle ore 21:30 presso il “TeatroInVetrina” di Piazza dei Colori 28/a si è tenuta la Performance E Sto bene SENZA a cura della Compagnia LegÀmi.

Una sincera confessione, un atto di coraggio, un mettersi a nudo raccontando la propria vita per provare ad essere ancora una volta insieme, connessi l’uno all’altro, per tornare ad essere umani. Nato da un’esperienza quanto mai attuale, E Sto bene SENZA racconta di una solitudine forzata, imposta, non voluta: la quarantena.

Una solitudine che diventa doloroso contenitore di esperienze, ricordi, traumi personali e universali, che inesorabilmente si intrecciano in un quadro dalle tinte cupe, ma anche opportunità per riflettere e capire quali sono le nostre priorità.

La location del “TeatroInVetrina” ha sostituito, a causa della pioggia, il Giardino Madri Costituenti, regalando però uno spazio intimo, dedicato ad una storia centrata sulla separazione. La possibilità di sfruttare la separazione tra palco e platea, creata dallo schermo di vetro, ha intensificato il flusso di emozioni, che durante la performance sono esplose e hanno invaso positivamente il pubblico.

L’intimità della situazione, le sedute raccolte ma ben distanziate hanno creato le condizioni migliori per un’action, rito magico di matrice grotowskiana, processo di condivisione che è riuscito ad accogliere tutti nel suo “grembo”, facendoli immergere nella vita della protagonista. Un lavoro contaminato dal terzo teatro, dal cinema e dal teatro off, che mantiene aperte tutte le possibilità di vita, difendendo il caleidoscopio di culture presenti sul territorio e che prova a ricordare da dove veniamo: perché in fondo sono le nostre origini, le nostre tradizioni a salvarci dallo schianto.

Sabato 26 settembre alle 21:00 al Giardino Madri Costituenti si è tenuto il Reading-Spettacolo Samia Corre veloce, a cura del Magnifico Teatrino Errante.

Una storia di coraggio, migrazione e tenacia, di una libertà negata e della disperata corsa per raggiungere i propri sogni, evocando irrimediabilmente voci assai simili di migliaia di altri esseri umani, che hanno cercato di raggiungere le coste dell’Europa, non sempre con un lieto fine. Questa è la storia di Samia Yusuf Omar, la velocista somala che nella speranza di poter continuare il suo sogno di atleta, intraprese un difficile Viaggio verso l’Italia.

Nella cornice di un grande prato, la storia di un viaggio che percorre lunghe distanze ma che non è così lontano da noi. La compagnia di Teatro Integrato Magnifico Teatrino Errante, che porta avanti un lavoro quotidiano di riscoperta dell’altro, ci racconta le vicende incredibili di una clandestina, oggi divenuta una vera e propria categoria sociale. “Come è possibile?”, ci chiediamo noi che ascoltiamo queste parole… siamo tutti esseri umani, indistintamente. Etichettare chi è più sfortunato di noi porta davvero a qualcosa?

Queste domande ci accompagnano per tutto il reading performativo, perché ad ogni dettaglio è per noi impossibile credere che tutto questo sia realmente accaduto. Sotto la luce dei fari teatrali che ci ricordano che siamo fortunati di essere lì e poterci permettere di ascoltare storie che ci aprono la mente e ci fanno riflettere, si consumano le ore di chi ha provato in tutti i modi a cambiare il corso della propria vita, ma purtroppo non ce l’ha fatta. Un’avventura senza lieto fine e che raggela il sangue nelle vene con il pensiero costante che Samia Yusuf Omar non è stata e non sarà l’unica.

Una composizione di parole accuratamente scelte, liberamente tratto da Non dirmi che hai paura di G. Catozzella, di musiche d’autore artigianalmente composte, di corpi esperti nel danzare che hanno saputo denunciare poeticamente la privazione imposta ad alcuni popoli di un diritto fondamentale: quello di esistere liberamente.

Venerdì 2 ottobre alle 19.30 al Giardino Madri Costituenti è andato in scena lo spettacolo interattivo Restless / (X)Stasi, a cura della Compagnia Icore.

Un’esplorazione del corpo e della sua fisicità attraverso i concetti di stasi e immobilità, momenti che spesso ci ostiniamo a riempire, per non rischiare di entrare in intimo contatto con le nostre più profonde ferite e paure. Un grande sfogo corale, che ci fa riscoprire la vicinanza profonda dei nostri corpi, delle nostre voci, delle nostre menti/cuori; per imparare a vedere con occhi nuovi le abitudini, il tempo e le relazioni.

Lo spazio ben disegnato, simboli forti e tangibili come il fuoco, la terra, il ghiaccio, corpi scoperti e irriverenti: questi gli elementi che ci hanno accompagnato durante il viaggio fatto con lo spettacolo della Compagnia Icore. Un turbinio mostrato ed esasperato sulla scena, che altro non è che il rumore assordante presente dentro di noi, nascosto e inconsapevole.

Tra il pubblico persone della zona e anche ragazzini, studenti del DAMS, amici delle compagnie, che hanno assaporato il lento passare del tempo scandito dalla musica composta dal vivo in forma dj set e hanno visto i corpi dei protagonisti sfiniti dalla fatica dello stare.

La nostra mente, oggi più che mai, è veloce e schizzata, mentre il nostro corpo è bloccato, molte azioni non gli sono più permesse. Nello sforzo di chi prova a cercare la dimensione umana ho colto uno slancio eroico verso la tangibilità dell’essere corpo presente, sudato, vivo.

Ho guardato più volte le persone attorno a me: tutte erano fortemente attratte dai disegni proposti e dalle azioni fisiche dei performer, guidati da un’ emozionante partitura musicale improvvisata. E se anche qualcheduno di altra cultura non sembrava così attento, perché abituato a vivere il teatro in maniera un po’ diversa – e cioè senza il rispettare il silenzio, ma anche questo è creare uno spazio multiculturale -, si è creata una comunità riunita intorno a un cerchio e catturata dalla magia del rito teatrale.

– Mariagrazia Bazzicalupo

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Fuori dagli sche(r)mi è stata realizzata grazie al contributo del Quartiere San Donato San Vitale, inserita all’interno del cartellone Bologna Estate 2020.